Notte Smart

un assaggio di ecoquartiere – nel quadrilatero di San Salvario, sabato 2 giugno 2012, dalle 20.00

Durante la Notte Smart più di trenta associazioni del territorio hanno dato vita a un evento costruito intorno a cinque ambiti tematici cardine (mobilità – cultura sostenibile – consumi sostenibili / riciclo e riuso – consumi sostenibili / il cibo – diffusione degli stili di vita), e a cinque luoghi (corso Marconi, pza Madama Cristina, aiuola Donatello, via Goito 17, largo Saluzzo), consentendo ai cittadini di “assaggiare” cosa può significare concretamente vivere nella dimensione dell’ecoquartiere.

Il programma della serata è stato fittissimo, con laboratori per bambini e bambine, spettacoli, sport in piazza, musica, video, presentazioni di eco innovazioni, mercatini dei produttori, incontri di discussione, cicloriparazioni gratuite e moltissimo altro ancora. Segnaliamo che all’interno della giornata, nello spazio in cui si è svolto il Mercato senza Moneta (Aiuola Donatello), alle 17.00 è stata inaugurata la prima rastrelliera “ri.nuova” (progetto tecnico a cura di Izmo per il concorso Ri.Nuovi – bazura.it e manamana.it) costruita per il quartiere di San Salvario.

Lo spirito dell’iniziativa – e più in generale del senso dell’ecoquartiere e del processo per costruirlo – è riassunto in modo semplice e immediato da una delle molte azioni della giornata, quella che ha avuto come soggetto l’associazione fattoreQ e che è nata dall’individuazione di un problema piccolo e concreto: mentre tutti gli altri materiali di comunicazione della giornata sono stati stampati su carta certificata da un fornitore con una solida condotta ecologica (inchiostri di stampa offset a base vegetale, toner XEROX waste-free, impianti di stampa a basso impatto ambientale, monitor e illuminazione a basso consumo, energia 100% verde certificata RECS), per i totem non si trovava un fornitore che potesse garantire la stessa qualità. È stato quindi chiesto ai designer dell’associazione di progettare un intervento di riuso creativo: i totem sono poi tornati in vita come sgabelli pieghevoli. Ma non basta: gli sgabelli sono stati donati alla Casa del Quartiere, cioè al quartiere stesso e alle sue associazioni, chiudendo un circolo virtuoso che non lascia che la teoria prevalga sulle pratiche e che dal territorio parte e al territorio torna.

È questo il senso del progetto ecoquartieri: mettere in rete l’esistente, ottimizzare i processi, convergere su un obiettivo chiaro e ambizioso sapendo bene che il cambiamento è possibile, può avvenire in tempi brevi e deve avere effetti sui tempi lunghi, deve innalzare la qualità della vita dei cittadini e concorrere a far ripartire l’economia.

 

Il pieghevole dell’iniziativa